Statuto

ASSOCIAZIONE BASSOTTI…E POI PIÙ

ARTICOLO 1 – Costituzione e denominazione

È costituita l’associazione di volontariato animalista denominata “ BASSOTTI… E POI PIÙ ONLUS ” con sede in Roma, via Casale de Merode n.7; essa si configura quale ente senza scopo di lucro neppure indiretto agendo nei limiti della legge 11 agosto 1991, n.266, è retta dal presente statuto, dagli eventuali regolamenti, approvati secondo le norme statutarie, per meglio definire specifici rapporti associativi e le attività e dalle vigenti norme di legge in materia.

L’Associazione farà uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”. 

ARTICOLO 2 – Durata dell’associazione

La durata dell’associazione è illimitata.

ARTICOLO 3 – Oggetto e scopo

L’associazione svolge attività nel settore della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.

L’associazione si prefigge di operare per la tutela, l’aiuto, l’assistenza degli animali abbandonati, malati o sofferenti e la valorizzazione dell’adozione con l’obiettivo di combattere ogni forma di violenza e sfruttamento sugli animali, in particolare quelli domestici, difendendo i loro diritti e sensibilizzando l’opinione pubblica e di perseguire gli obiettivi della legge quadro 281/91 e delle altre leggi (europee, statali, regionali, provinciali e comunali) in materia di prevenzione del randagismo e di protezione degli animali su tutto il territorio nazionale e comunitario.

L’associazione si propone l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale con il divieto di svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

L’associazione potrà garantire la sua collaborazione ad altri enti per la realizzazione di iniziative che rientrano nei propri scopi. Per il migliore raggiungimento degli scopi sociali, l’Associazione potrà, tra l’altro, possedere e/o gestire e/o prendere o dare in locazione beni, siano essi mobili che immobili; fare contratti e/o accordi con altre associazioni e/o terzi in genere.

L’associazione è apartitica, apolitica, svolge attività di volontariato attraverso le prestazioni personali spontanee e gratuite dei suoi aderenti e non persegue in alcun modo attività lucrative.

L’associazione potrà costituire delle sezioni distaccate nei luoghi che riterrà più opportuni, anche all’estero, al fine di raggiungere meglio gli scopi sociali.

L’associazione potrà partecipare quale socio ad altri circoli e/o associazioni aventi scopi analoghi.

ARTICOLO 4 – Funzionamento

L’Associazione garantisce la disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo.

È  esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

L’attività istituzionale ed il regolare funzionamento delle strutture dovranno essere garantiti, in modo determinante e prevalente, dalle prestazioni volontarie degli aderenti all’associazione, per le quali potranno essere riconosciuti, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, rimborsi e/o indennità per le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, documentati; sarà, inoltre, possibile assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo nel rispetto dei limiti di all’art. 3, comma 4, della L.. 266/91 e assicurandoli contro malattie, infortuni e responsabilità civile verso terzi.

ARTICOLO 5 – Requisiti dei soci

Possono essere soci dell’Associazione le persone fisiche o giuridiche o gli enti che accettano le norme del presente statuto, senza alcuna distinzione di sesso, razza, idee, religione, stato civile o altre analoghe limitazioni.

L’elenco dei soci dell’associazione è tenuto costantemente aggiornato dal segretario in un apposito registro, sempre disponibile per la consultazione da parte dei soci.

Tutti i soci concorrono, ognuno secondo le proprie capacità, al raggiungimento dei fini statutari e alla crescita dell’ Associazione stessa. I soci non devono svolgere attività contrastanti o incompatibili con i fini della Associazione.

ARTICOLO 6 – Ammissione, diritti e doveri dei soci

L’ammissione dei soci è libera e il numero degli stessi è illimitato.

L’accettazione delle domande per l’ammissione dei nuovi soci è deliberata dal Consiglio Direttivo.

La domanda di ammissione deve contenere l’impegno ad osservare il presente statuto, i regolamenti e le disposizioni del Consiglio Direttivo. In caso di diniego espresso, il Consiglio Direttivo è tenuto ad esplicitare la motivazione di detto diniego.

La domanda di ammissione presentata da coloro che non abbiano raggiunto la maggiore età, dovrà essere firmata da un genitore o da chi ne fa le veci.

L’iscrizione all’Associazione avviene con il versamento della quota di adesione, stabilita dal Consiglio Direttivo e il rifiuto del Consiglio Direttivo nei confronti del nuovo socio comporta la restituzione della quota eventualmente versata; in aggiunta il socio ammesso dovrà corrispondere un contributo associativo annuo, stabilito di anno in anno dal Consiglio Direttivo.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo fermo restando, in ogni caso, il diritto di recesso.

In nessun caso e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’ Associazione, né in caso di esclusione o di morte dell’associato si può dar luogo alla restituzione di quanto versato all’ Associazione.

Le quote ed i contributi associativi non sono trasmissibili.

Tutti i soci maggiori di età hanno diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie e il diritto a proporsi quali candidati all’elezione degli organi sociali.

Esclusivamente i soci in regola con il pagamento della quota sociale hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo Statuto, di votare direttamente o per delega, di eleggere ed essere eletti negli organi sociali.

I soci sono tenuti a mantenere contatti con gli organi direttivi e a prendere informazioni sulla vita sociale tramite collegamento al sito web dell’associazione e ad altri social network all’uopo designati dal Consiglio Direttivo, al fine anche di ricevere in tempo reale le convocazioni e i verbali delle riunioni.

Il comportamento verso gli altri aderenti ed all’esterno dell’organizzazione, deve essere animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede, onestà e rigore morale, astenendosi da qualsiasi atto che possa nuocere all’Associazione.

ARTICOLO 7 – Categorie dei soci

L’Associazione è costituita dalle seguenti categorie dei soci:

• Fondatori

• Ordinari

• Sostenitori

• Onorari

• Benemeriti.

I soci fondatori sono coloro che partecipano alla costituzione dell’associazione e sono indicati nell’atto costitutivo. Essi sono soggetti al versamento della quota sociale annuale.

I soci ordinari sono coloro ammessi dal Consiglio Direttivo come soci e che abbiano corrisposto le quote sociali annuali.

I soci sostenitori sono coloro i quali si impegnano a sostenere economicamente l’Associazione mediante versamento di quote annuali di particolare entità.

I soci onorari sono coloro che abbiano particolari benemerenze e in particolare coloro che nel passato hanno ricoperto cariche in seno al Consiglio Direttivo. Sono nominati in via permanente dall’assemblea su proposta del Consiglio e non sono soggetti al pagamento della quota associativa.

I soci benemeriti sono coloro che abbiano mostrato particolare interesse per gli scopi sociali e che, con la loro munificenza, hanno contribuito all’affermazione dell’Associazione. Vengono nominati dal Consiglio Direttivo con validità annuale e non sono soggetti al pagamento della quota associativa.

ARTICOLO 8 – Perdita della qualifica di socio

La qualifica di socio può venire meno per i seguenti motivi:

a) per dimissioni scritte, indirizzate al Consiglio Direttivo: il recesso ha efficacia dalla data della comunicazione da effettuarsi a mezzo raccomandata a.r.;

b) mancato pagamento della quota sociale: la decadenza avviene su decisione del Consiglio Direttivo trascorsi tre mesi (31 marzo) dal mancato versamento della quota sociale annuale;

c) per decadenza e cioè la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;

d) per espulsione nel caso in cui la persona compia atti in violazione delle previsioni dello Statuto, dell’eventuale regolamento nonché delle delibere approvate dagli organi associativi, tenga un comportamento lesivo dell’immagine dell’Associazione, o qualora intervengano gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo. Il Consiglio Direttivo delibera il provvedimento di espulsione, previa contestazione degli addebiti e sentito l’associato interessato, se richiesto dallo stesso. Il provvedimento di espulsione dovrà essere comunicato con lettera raccomandata all’interessato, che potrà ricorrere entro trenta giorni all’Assemblea. In tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione dell’Assemblea entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione;

e) per decesso.

Le dimissioni o le espulsioni da socio non danno diritto alla restituzione delle quote annuali versate.

ARTICOLO 9 – Organi dell’Associazione

Organi dell’associazione sono:

– l’Assemblea generale dei soci;

– il Consiglio Direttivo;

– il Presidente;

– il Collegio dei Revisori dei Conti.

Tutte le cariche sociali sono conferite a titolo gratuito ed attribuiscono solo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute per conto e nell’interesse dell’Associazione.

ARTICOLO 10 – Assemblea generale dei soci

L’ Assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberante dell’Associazione.

L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazione prese in conformità alla legge ed al presente Statuto obbligano tutti gli associati, compresi gli assenti e i dissenzienti.

L’Assemblea può essere ordinaria e straordinaria.

Essa è presieduta dal Presidente dell’Associazione e, in caso di sua assenza dal Vicepresidente o da un suo delegato. Il Presidente dirige e regola le discussioni e stabilisce le modalità e l’ordine delle votazioni.

Il verbale dell’assemblea è redatto dal segretario in carica ed è consultabile presso la sede sociale o, in sua assenza e per quella sola assemblea, da persona scelta dal Presidente dell’assemblea fra i presenti, il quale nomina anche, se del caso, due scrutatori.

Tutti i soci maggiori di età hanno diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione e hanno altresì il diritto a proporsi quali candidati all’elezione degli organi sociali.

Viene convocata in seduta ordinaria dal Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno entro il 30 aprile, e in seduta straordinaria ogni volta che il Consiglio Direttivo ne ravvisi la necessità.

L’Assemblea può inoltre essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria:

– ogniqualvolta il Presidente lo ritenga opportuno;

– su richiesta di almeno due membri del Consiglio Direttivo;

– su richiesta di almeno un terzo degli associati;

– su richiesta dei revisori contabili quando nominati.

La convocazione dell’Assemblea viene effettuata dal Consiglio Direttivo in persona del Presidente, minimo quindici giorni prima, mediante lettera semplice ai soci oppure, in alternativa, mediante comunicazione telematica od infine mediante affissione presso la sede dell’Associazione.

Nei casi di comprovata urgenza la convocazione potrà avvenire con altri sistemi purché sia garantito, in ogni caso, un minimo di preavviso rispetto alla data fissata per l’adunanza e sussista la possibilità di raccogliere adeguate informazioni sulle materie da trattare.

Nella convocazione devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare.

È validamente costituita in prima convocazione se è presente la maggioranza più uno degli aventi diritto; in seconda convocazione e in tutte le successive, almeno un’ora dopo, essa è validamente costituita qualunque sia la presenza dei soci. Le Delibere vengono prese a maggioranza dei presenti, salvo i casi in cui sono richieste maggioranze qualificate. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza degli intervenuti. Nel conteggio della maggioranza dei voti non si tiene conto degli astenuti.

È ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio. Ogni socio non può avere più di tre deleghe.

Per la modificazione del presente Statuto o per deliberare lo scioglimento dell’Associazione occorre il voto favorevole di almeno il settantacinque per cento degli associati intervenuti sia in prima che in seconda convocazione.

Le votazioni avvengono di norma per alzata di mano; su richiesta di almeno un terzo dei soci presenti, si dovranno svolgere a scrutinio segreto.

Hanno diritto di voto tutti i soci maggiorenni e tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa. Ogni aderente all’associazione ha diritto ad un voto, qualunque sia la sua quota di adesione.

È possibile, inoltre, tenere le riunioni dell’Assemblea, con interventi dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati, e ciò alle seguenti condizioni, cui dovrà essere dato atto nei relativi verbali:

– che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale;

– che sia consentito al Presidente dell’Assemblea di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;

– che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;

– che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti;

– che siano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio/video collegati a cura della associazione, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta

la riunione nel luogo ove saranno presente il Presidente ed il soggetto verbalizzante; dovranno, infine, essere predisposti tanti fogli presenze quanti sono i luoghi audio/video collegati in cui si tiene la riunione.

ARTICOLO 11 – Compiti dell’Assemblea

All’assemblea spettano i seguenti compiti:

in sede ordinaria

• discutere e deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni consuntiva e preventiva del Consiglio Direttivo;

• discutere e deliberare sull’eventuale cambio di sede dell’Associazione;

• eleggere i membri del Consiglio Direttivo e i revisori dei conti;

• fissare, su proposta del Consiglio Direttivo, le quote di ammissione ed i contributi associativi;

• approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività;

• discutere e deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno;

in sede straordinaria

• deliberare sulla trasformazione, fusione e scioglimento dell’associazione e l’eventuale devoluzione del suo patrimonio;

• deliberare sulle proposte di modifica dello statuto;

• nominare il collegio dei revisori dei conti;

• deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno.

È in facoltà dei soci, purché la relativa richiesta scritta pervenga al Consiglio Direttivo entro un mese precedente la data dell’assemblea, ottenere l’inclusione di argomenti da porre all’ordine del giorno dell’assemblea.

ARTICOLO 12 – Composizione e riunioni del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è formato da almeno tre membri, e comunque sempre in numero dispari, nominati dall’assemblea ordinaria.

Tutto il Consiglio Direttivo deve essere composto da soci e dura in carica cinque anni.

Al termine del mandato i consiglieri possono essere rieletti.

Esso elegge nel suo seno: il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario, il Tesoriere ed eventualmente altri incarichi ritenuti utili.

La carica di Vice Presidente è cumulabile con quella di Segretario e Tesoriere.

In caso di dimissioni (scritte indirizzate al Consiglio Direttivo), decesso, decadenza o per esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo (in presenza di gravi motivi o qualora un consigliere non partecipi, senza giustificato motivo, a tre consecutive riunioni o comunque per sei riunioni nell’arco di un anno), si procederà alla sua sostituzione nominando al suo posto chi, tra coloro che, non eletti, abbiano raccolto il maggior numero di voti dopo l’ultimo eletto nelle elezioni del Consiglio. In mancanza di questi sarà nominato dal Consiglio Direttivo tra i soci che si rendano disponibili. I Consiglieri così nominati restano in carica fino alla successiva Assemblea, che ne potrà, per votazione, confermare la carica.

Se viene meno la maggioranza dei Consiglieri, quelli rimasti in carica devono convocare l’assemblea entro trenta giorni perché proceda alla nomina del nuovo Consiglio.

Il Consiglio Direttivo può sfiduciare a maggioranza qualificata di 2/3 dei suoi componenti effettivamente in carica, il Presidente.

In caso di sfiducia o dimissioni del Presidente, il Consiglio Direttivo, a maggioranza qualificata della metà più uno dei suoi componenti effettivamente in carica, procede alla sua sostituzione, salvo casi di particolare gravità per cui si ritenga necessaria la convocazione di un’Assemblea straordinaria.

I membri del Consiglio Direttivo possono ricoprire cariche sociali in altre associazioni.

Il Consiglio Direttivo si riunisce sempre in unica convocazione almeno due volte all’anno e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano almeno tre componenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo devono essere convocate dal Presidente mediante avviso scritto, almeno cinque giorni prima, contenente gli argomenti posti all’ordine del giorno. In caso di urgenza la convocazione può avvenire mediante comunicazione telefonica, telegrafica, via fax o posta telematica senza il rispetto del termine sopraddetto. In particolari casi di necessità ed urgenza le consultazioni telefoniche o per posta telematica possono assumere a tutti gli effetti valore di riunioni del C.D. qualora vengano sentiti tutti i membri del Consiglio e vengano ratificate a verbale alla prima riunione successiva da tenersi entro un breve lasso di tempo, ferme restando le maggioranze previste.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un consigliere designato dai presenti.

Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente. Le sedute e le deliberazioni del Consiglio sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. I consiglieri sono tenuti a mantenere la massima segretezza sulle discussioni e decisioni consiliari. Soltanto il Consiglio con specifica delibera ha facoltà di rendere note quelle deliberazioni per le quali sia opportuno e conveniente dare pubblicità all’esterno. Il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti è invitato alle riunioni del Consiglio con facoltà di parola, ma senza diritto di voto. Il Consiglio Direttivo, qualora lo ritenga opportuno, potrà invitare, a scopo consultivo, alle sue riunioni persone particolarmente competenti sugli argomenti da discutere.

Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio nominate dal Consiglio stesso, composte da soci e non soci. Il Consiglio può attribuire, a mezzo del Presidente, anche a terzi, il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

ARTICOLO 13 – Compiti del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è responsabile verso l’assemblea dei soci della gestione dell’associazione ed ha il compito di:

• convocare l’assemblea;

• predisporre il programma annuale di attività da sottoporre all’assemblea;

• predisporre gli atti da sottoporre all’assemblea;

• predisporre i regolamenti e le norme di funzionamento dell’Associazione da sottoporre a delibera assembleare;

• dare esecuzione alle delibere assembleari;

• predisporre la relazione annuale sulle attività svolte e gli obiettivi raggiunti da sottoporre all’assemblea;

• deliberare su qualsiasi questione riguardante l’attività dell’associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;

• predisporre i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre all’assemblea;

• deliberare su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario che ecceda l’ordinaria amministrazione;

• dare parere su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presidente o da qualsiasi componente del Consiglio Direttivo;

• procedere all’inizio di ogni anno sociale alla revisione degli elenchi dei soci per accertare la permanenza dei requisiti di ammissione di ciascun socio prendendo gli opportuni provvedimenti in caso contrario;

• in caso di necessità, verificare la permanenza dei requisiti suddetti;

• deliberare l’accettazione delle domande di ammissione di nuovi soci;

• deliberare sull’adesione e partecipazione dell’associazione ad enti ed istituzioni pubbliche e private che interessano l’attività dell’associazione stessa, designandone i rappresentanti da scegliere tra i soci;

• deliberare l’ammontare delle quote associative da sottoporre all’assemblea;

• provvedere ad inoltrare le opportune richieste di contributi allo Stato, Regione, Provincia, Enti Locali e quanti altri possano contribuire a sostenere le finalità dell’Associazione;

• delibera in merito al reperimento del personale necessario allo svolgimento delle attività organizzate dall’Associazione;

• tenere i libri sociali previsti dalla normativa vigente.

Le funzioni dei membri del Consiglio Direttivo potranno essere rimborsate delle spese incontrate nell’espletamento dell’incarico.

ARTICOLO 14- Compiti del Presidente

Il Presidente, eletto in seno al Consiglio Direttivo, rappresenta, agli effetti di legge, di fronte a terzi ed in giudizio, l’associazione stessa. Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali. Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi.

Il Presidente sovrintende in particolare l’attuazione delle deliberazioni dell’assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo.

Il Presidente può delegare ad uno o più consiglieri parte dei suoi compiti, in via transitoria o permanente.

In caso di necessità, può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli entro 20 giorni alla ratifica del Consiglio Direttivo. In caso il Presidente sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni lo stesso viene sostituito dal vice-presidente in ogni sua attribuzione.

ARTICOLO 15 – Segretario dell’Associazione

Il Segretario dirige gli uffici dell’Associazione, cura il disbrigo degli affari ordinari, svolge ogni altro compito a lui demandato dalla presidenza o dal Consiglio Direttivo dai quali riceve direttive per lo svolgimento dei suoi compiti. In particolare redige i verbali dell’assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo, attende alla corrispondenza, cura la tenuta del libro soci, trasmette gli inviti per le adunanze dell’assemblea, provvede ai rapporti tra l’Associazione e le pubbliche amministrazioni, gli enti locali, gli istituti di credito e gli altri enti in genere.

ARTICOLO 16 – Il Tesoriere

Il Tesoriere cura la gestione amministrativa dell’associazione e ne tiene idonea contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone il bilancio consuntivo e quello preventivo accompagnandoli da apposita relazione.

ARTICOLO 17 – Il Collegio dei Revisori dei conti

Il Collegio dei Revisori dei Conti è organo di controllo amministrativo ed è facoltativo.

La sua istituzione è riservata alla competenza dell’Assemblea straordinaria che lo elegge. Detto organo sarà comunque istituito qualora l’Associazione versi in una delle condizioni che ne rendano obbligatoria la nomina, ai sensi delle disposizioni di legge in materia e, in particolare, ai sensi dell’art. 25 del d.lgs. N. 460/1997 e successive modifiche.

Il Collegio dei Revisori dei Conti ha il compito di:

• esprimere, se richiesti, pareri di legittimità su atti di natura amministrativa e patrimoniale;

• controllare l’andamento amministrativo dell’associazione;

• controllare la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza dei bilanci alle scritture contabili predisponendo una relazione al bilancio consuntivo da presentare all’assemblea che approva il documento.

Il Collegio dei Revisori dei Conti è formato da tre membri effettivi più due supplenti che subentrano in ogni caso di dimissioni o decadenza dall’incarico di un membro effettivo.

I componenti del Collegio sono nominati dall’Assemblea anche tra i non soci, durano in carica tre anni, sono rieleggibili ed eleggono al loro interno il Presidente. Essi partecipano alle assemblee e alle riunioni del Consiglio Direttivo, esprimendo pareri senza diritto di voto. L’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica sociale.

ARTICOLO 18 – Patrimonio dell’associazione

Il patrimonio dell’associazione è costituito da ogni bene mobile ed immobile che pervenga all’associazione a qualsiasi titolo, nonché da tutti i diritti a contenuto patrimoniale e finanziario della stessa. Il patrimonio ed i mezzi finanziari sono destinati ad assicurare l’esercizio dell’attività sociale;

È fatto divieto all’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni di volontariato legge 266/91 che per statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;

È fatto obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione dell’Associazione esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;

Sono escluse in quanto considerate in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione:

a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l’organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell’organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonché alle società da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a condizioni piùfavorevoli in ragione della loro qualità. Sono fatti salvi, nel caso delle attività svolte nei settori di cui ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i vantaggi accordati a soci, associati o partecipanti ed ai soggetti che effettuano erogazioni liberali, ed ai loro familiari, aventi significato puramente onorifico e valore economico modico;

b) l’acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale;

c) la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive modificazioni e integrazioni, per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni;

d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto;

e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche.

In caso di scioglimento dell’Associazione per qualunque causa, il patrimonio deve essere devoluto obbligatoriamente ad altre organizzazioni di volontariato che operino in identico o analogo settore ai sensi dell’art. 5 comma 4 legge 266/91 non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ARTICOLO 19 – Responsabilità dell’organizzazione

L’associazione risponde con i propri beni e con le proprie risorse finanziarie dei danni provocati da inosservanza delle convenzioni e dei contratti stipulati.

L’associazione può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale dell’ente stesso.

ARTICOLO 20 – Risorse economiche dell’associazione

Le risorse economiche dell’associazione provengono:

• dalla quota di iscrizione da versarsi all’atto dell’ammissione all’associazione nella misura fissata dall’assemblea ordinaria;

• dai contributi annui ordinari da stabilirsi annualmente dall’assemblea ordinaria su proposta del Consiglio Direttivo;

• da versamenti volontari degli associati;

• da contributi delle pubbliche amministrazioni, degli enti locali, degli istituti di credito e di altri enti in genere;

• da introiti di manifestazioni e da raccolte pubbliche effettuate in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;

• da azioni promozionali e ogni altra iniziativa consentita dalla legge;

• da donazioni e lasciti;

• da contributi di imprese e privati;

• da corrispettivi di attività istituzionali e ad esse direttamente connesse ed accessorie;

• da rimborsi derivanti da convenzioni.

ARTICOLO 21 – Bilanci

L’esercizio sociale inizia il 1° gennaio di ogni anno e termina il 31 Dicembre. Per ogni esercizio dovrà essere predisposto un bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’assemblea ordinaria dei soci entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Entro i quindici giorni precedenti la data dell’annuale assemblea ordinaria dei soci, il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e del bilancio preventivo del successivo esercizio, da sottoporre all’approvazione della stessa assemblea.

I bilanci con i relativi allegati, debbono restare depositati presso la sede dell’associazione nei dieci giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione, consentendone l’esame a tutti quei soci che lo richiedano.

ARTICOLO 22 – Scioglimento dell’associazione

In caso di scioglimento per qualsiasi causa l’assemblea designerà uno o più liquidatori determinandone i poteri.

ARTICOLO 23 – Disposizioni finali

Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.

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